lunedì 14 settembre 2015

LO SCULTORE, recensioni in pillole


Bombardato dalla pubblicità enorme e dalla quantità assurda di articoli che riempiono la mia bacheca facebook e la stampa ho deciso di avventurarmi in questa lettura che solitamente non mi è affine. Ho approfittato degli sconti Bao del 25% e su un titolo da 21 euro scusate se è poco.

L’opera narra della vita disastrata di David Smith, uno scultore, che dopo un piccolo momento di gloria foraggiato da un mecenate si ritrova sull’orlo della bancarotta e di una crisi depressiva. La sua vita cambierà quando in una tavola calda incontrerà suo zio Harry che gli proporrà un patto: la capacità di plasmare qualsiasi materiale a mani nude in cambio della sua vita, o meglio, gli concederà solo 200 giorni per lasciare un’impronta immortale in questo mondo. Ovviamente lo zio Harry non è altro che la Morte stessa. La vita di David cambierà incontrando Meg, aspirante attrice. Capirete da soli che alcune idee non sono sicuramente originali anche se il modo in cui vengono affrontate e descritte donano all’opera una capacità espressiva e profondità che solo poche opere grafiche hanno. Scott McCloud nei dialoghi è enorme, riesce ad essere incisivo  ma consegnandoci un’opera di un romanticismo permeato da un goccio di fatalismo. I disegni sempre opera di McCloud all’apparenza paiono bidimensionali ma in realtà semplificano un’opera che man mano si sviluppa diventa sempre più complessa. Sì perché alcuni topos letterari sono scontati ma lo sviluppo della trama è totalmente imprevedibile; senza spoilerare nulla, tutti si aspettano che dopo aver ottenuto i poteri David diventi onnipotente e immediatamente popolare: scordatevelo. Fa lo scultore, non è un video virale su Youtube. I due protagonisti sono incredibilmente ben congegnati e la loro formazione comincia dall’inizio e non termina mai. Un’opera che non dovrebbe mancare a nessuno.

VOTO 8/10

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