mercoledì 25 giugno 2014

BEFORE WATCHMEN, le origini del fumetto leggenda


Sono in ritardo, lo so. È già uscito e concluso da un pezzo, lo so. Ma quando sento parlare di prequel, sequel e qualsiasi altra cosa finisca con “quel” sono sempre un po’ diffidente. Se, oltretutto, si sta parlando di uno dei fumetti che hanno rivoluzionato la storia della nona arte, la diffidenza si alza a livelli impressionanti. Trovato a metà prezzo con cofanetto incluso però ho mandato a quel paese le mie perplessità e mi sono buttato..

L’opera è divisa in miniserie dal numero di albi variabile, ognuna è una monografia sui personaggi del fumetto di Moore: il Comico, Ozymandias, Silk Spectre, Dr Manhattan ma anche quelli che nel fumetto originali erano praticamente solamente citati. Quello che troviamo all’interno di ogni miniserie è sempre diverso, infatti quasi tutte le miniserie sono disegnate e scritte da autori diversi. Nomi illustri del fumetto americano come Bermejo, Azzarello e Jae Lee hanno partecipato a questo progetto e quindi dovrebbe essere una certezza di qualità.

La lettura è molto diversa e varia: gli autori a volte raccontano le origini vere e proprie del personaggio, il suo periodo di formazione come per Ozymandias o Silk Spectre mentre altri sono solo racconti di una missione del personaggio come può essere per Rorscharch. La storia che più si discosta dal Watchmen originale è quella del Comico che ribalta alcuni punti oscuri della sua storia personale; infatti nel fumetto originale si faceva intendere che avesse ucciso il presidente Kennedy mentre si scopre che in realtà non è lui l’autore del delitto data la profonda amicizia tra l’antieroe e la famiglia Kennedy.
Gli autori sono anche molto diversi tra loro, mentre Azzarello e Bermejo sono molto più crudi sia nei tratti che nei dialoghi, Jae Lee molto più tecnico, Darwin Cooke vintage allo stato puro, apprezzerete quindi i tratti mai comuni che rifletteranno in realtà il personaggio stesso. Ogni sceneggiatore e ogni disegnatore è perfetto per il tipo di personaggio che rappresenta poi sulla carta. Ciò facilità la lettura e la rende più piacevole non facendovi perdere nemmeno per un attimo la voglia di leggere. Anche i numeri unici come quello di Dollar Bill e i due di Moloch vi faranno apprezzare i due personaggi che in realtà nell’originale erano solo accennati e completamente lasciati al loro destino.

Quest’opera rimane sulla falsa riga di ciò che era stato Watchmen, una commistione di amarezza, buoni propositi e ideali traditi, tristezza e rassegnazione, ma anche l’innegabile denuncia delle atrocità e della malvagità dell’universo, perché quando c’è di mezzo il dr. Manhattan non si può solo parlare di Terra! Malvagità che può anche essere solamente chiamata caso, variabile, facendo risalire tutto ad una questione matematico scientifica. E poi soprattutto l’errore umano, la corruttibilità dell’essere e il dolore che cambiano, distruggono e annichiliscono tutto ciò di cui potremmo andar fieri di noi stessi. La società? O solo noi stessi siamo la causa dei nostri mali?

VOTO 7,5/10 l’unico difetto realmente visibile è che non è Watchmen di Alan Moore, ne è soltanto una celebrazione.

giovedì 19 giugno 2014

HOUSE OF CARDS, la legge e la crudeltà della politica


In questo blog come si capisce benissimo dal nome si parla di legge ed eroi, che siano all’interno o al di fuori di essa, che siano o non siano eroi. Questa è la premessa per introdurre la nuova serie tv “House of Cards” che in America è già alla seconda stagione ma in Italia è ferma alla prima ovviamente in onda solo su Sky Atlantic. Facciamo un’analisi schematica per non perdere il filo, soprattutto per non fare perdere il filo a me.

Robin Wright
CAST: il cast è davvero impeccabile, al suo apice c’è ovviamente Kevin Spacey nei panni del protagonista Frank Underwood, ma anche tutti gli altri sono veramente impeccabili da Micheal Kelly(già visto nei panni dell’agente Snow in “Person of Interest”) a Robin Wright nei panni della moglie Claire fino ad arrivare alla giornalista freelance Zoe Barnes interpretata da Kate Mara. La regia è gestita al meglio con inquadrature molto profonde e giochi registici veramente buoni.

Kevin Spacey
TRAMA: la trama non presenta altro che i giochi politici nell’ambito del congresso americano e non solo; anche se ciò potrebbe sembrare un argomento tedioso non è assolutamente così. Ciò che colpisce maggiormente è la disposizione dei politici per  immergere le mani nella melma, per non dire altro, solo per le proprie ambizioni personali e il proprio tornaconto. In politica non ci sono eroi, solo compromessi; sembra che ci dica questo, entri qui con delle idee e ti mischi alla melma e alla fine diventi melma pure tu. Nessuno è incorruttibile, tutti hanno un prezzo. È una lettura cinica e inclemente sulla politica americana, soprattutto perché il bersaglio non sono i già scherniti repubblicani bensì i democratici che dovrebbero essere i difensori del popolo e non delle lobby. Giochi di potere, complotti per far cadere un vicepresidente, vendette personali, persone a cui non importa nulla della vita dei propri cittadini ma non vedono l’ora di avere il potere.
Micheal Kelly interpreta nel telefilm è il braccio destro di Underwood
Il protagonista è Frank Underwood, capogruppo dei democratici nel congresso, uomo ambizioso e privo di scrupoli, ha già un potere smisurato ma ne vuole avere sempre di più, una smania che lo porta il più delle volte ad eccellere non preoccupandosi delle persone che si trovano davanti che per lui non sono altro che oggetti da utilizzare per giungere al proprio obiettivo. Coprotagonista è la moglie Claire che gestisce una società ecologista che sembra impeccabile moralmente parlando anche se, come Frank, la “dolce” Claire è pronta a sacrificare la propria integrità morale al fine di raggiungere i propri obiettivi come “vendersi” ad una lobby per riottenere dei generatori in Sudan.
Potrei stare qui ad elencare tutti i personaggi del telefilm, e sarebbero tanti, ma vi basti sapere che ognuno di loro ha qualcosa da nascondersi e da farsi perdonare, altri sono semplici pupazzi mossi da qualche puparo più in alto di loro. Ognuno ha dei piani per sé ma nessuno sembra realmente interessato alla nazione, al paese e soprattutto ai cittadini. Ogni accadimento viene strumentalizzato e poi appena possibile archiviato e dimenticato, come la morte di un bambino durante lo sciopero degli insegnanti.

IN GENERALE: sono all’11esimo episodio della prima stagione e devo dire che me lo sto godendo davvero tanto questo telefilm, la sceneggiatura è veramente ben scritta e senza alcuna lacuna. I personaggi come già ho detto sono di una profondità psicologica impressionante e persino il più insospettabile si può rivelare un bastardo macchinatore, e nei momenti in cui si crede che questa serie ti abbia già offerto tutto un colpo di scena rompe le righe dello schema regalandoti nuovi spunti. Non mi sento di darle un voto non avendola completata ma ho aspettato di vedere questa decina di episodi per non dare un giudizio troppo affrettato. La serie sta andando benissimo in America ma in Italia essendo su Sky ed essendo abbastanza complessa stenta a prendere il volo per davvero, speriamo!

Oggi chiudiamo con una canzone in tema!


lunedì 16 giugno 2014

THE WAKE, Scott Snyder alle prese con la fantascienza horror


Settimana scorsa è uscito finalmente in Italia il primo volume dell’acclamata serie Vertigo scritta da Scott Snyder, che ormai sembra l’unico che scriva storie in casa DC/Vertigo, e disegnata da Sean Murphy. L’autore di Batman new52 e American Vampire si cimenta nella scrittura di un’opera fantascientifica/horror che si svolge in un imprecisato prossimo futuro anche se tutti e 5 i primi capitoli fungono da prologo e sono ambientati presumibilmente nel presente. Infatti soltanto alla fine ci verrà introdotta la protagonista vera e propria.

La storia narra le vicende della dottoressa Archer esperta cetologa che viene assoldata dalla sicurezza nazionale per verificare l’identità di un suono simile a quello di un cetaceo. Ma ovviamente le cose non sono così semplici: in realtà in una base sottomarina è stata catturata una creatura umanoide di provenienza sconosciuta e la sicurezza nazionale vuole vederci chiaro; mette insieme una squadra per analizzarla. Ma questo ritrovamento cela qualcosa di molto più oscuro di quel che appare.
La dottoressa Archer, protagonista dei primi cinque capitoli
Snyder scrive tanto ma per ora non ha ancora abbandonato la qualità dei suoi dialoghi e la profondità dei propri personaggi. The Wake ne è un’altra prova magistrale, riesce a infilare flashback dentro flashback, dare piccoli assaggi di una trama molto più ampia e costruita, affascinante e intricata, la tensione sale sfogliando ogni pagina e anche se non è il vostro genere apprezzerete sicuramente l’intensità dei dialoghi e la paura che si nasconde dietro ogni parola: la paura dell’ignoto. La tensione è veramente il punto forte di questa storia, come lo era nella Corte dei Gufi, il primo ciclo scritto da Snyder per la testata del cavaliere oscuro. Oltre ai colpi di scena ci sono delle parentesi in cui l’autore attraverso i personaggi ricollega tutti gli avvenimenti fantascientifici che accadono a miti e leggende veramente presenti nelle culture di tutto il mondo facendo sì che la sua opera non sia solo vago intrattenimento fumettistico ma anche spunto e riflessione per lo studio del folklore mondiale che sicuramente l’autore avrà studiato; questa cosa è molto apprezzabile da un lettore come me, troppi autori ultimamente stanno cercando di scrivere e vendere il più possibile facilitando la lettura ma in primo luogo alleggerendo il loro lavoro in maniera impressionante, svuotandolo di ogni profondità psicologica e culturale.

I disegni sono di taglio graphic novel stile Vertigo e personalmente mi piacciono parecchio, Sean Murphy riesce a disegnare emozioni diverse in maniera magistrale ma soprattutto riesce a disegnare la stessa emozione in diversissimi modi dipendentemente dal personaggio e dalla situazione. I colori sono molto ben gestiti, si passa dal buio accecante degli abissi, ai colori sgargianti delle città.


L’opera si preannuncia un successo assicurato anche qui in Italia, dopo quello in madre patria, attendiamo quindi il secondo volume sperano che Lion non continui a ritardare l’uscita come con il primo.


I CAN’T WAIT!

mercoledì 11 giugno 2014

JOKER di AZZARELLO e BERMEJO


Anche se sapevo che questa fosse un’opera da leggere le mie esigue finanze mi hanno sempre frenato e non sono mai riuscito ad acquistarla fino a qualche giorno fa quando mi sono fatto coraggio e l’ho portata alla cassa della mia fumetteria di fiducia. 

Il volume cartonato si presenta ben fatto con alla conclusione una breve biografia degli autori che non fa mai male, giusto per inquadrare chi sono e quali sono stati i loro lavori precedenti e farsi quindi un’idea di cosa ci si deve aspettare dal volume che si ha in mano. In questo caso gli autori provengono da Vertigo e da case editrici underground e quindi il livello sarà sicuramente alto.

Mi immergo nella lettura.

Il disegno colpisce per la sua iper realisticità, ben fatto e i colori sono come in un dipinto, anche se a volte cambiano completamente e virano sul digitalizzato esagerato che a me non convince mai. In quest’opera poi dove il pathos e un certo romanticismo malato regnano sovrani il colore freddo del computer non riesce a dare l’idea e a trasmettere le emozioni che dà invece la colorazione strascicata molto simile a quella appunto del pennello del pittore. Ci troviamo sicuramente davanti ad una graphic novel, supereroistica ma pur sempre una graphic novel. Il punto di vista è quello di uno scagnozzo di Joker che standogli simpatico scala le gerarchie della mala. Un uomo che vuole essere qualcuno, ma vuole essere qualcuno di sbagliato e prima o poi ne pagherà le conseguenze e lui ne è consapevole. 
La trama è semplice, Joker viene rilasciato da Arkham dopo aver convinto i medici della sua guarigione e ritorna in città per riconquistarla. Mentre era via i suoi sottoposti si sono spartiti la torta ed ora lui la rivuole tutta per sé. La vicenda si svolge come in un vero e proprio film noir in cui i personaggi si incontrano sempre in luoghi malavitosi e oscuri: lo strip club dove Joker si riunisce con Harley Quinn, la cella frigorifera dove abita Killer Croc e le bettole dove il pagliaccio ripesca i suoi ex compagni che l’hanno tradito. 

Joker è ritratto come un vero e proprio psicopatico, sullo stampo di Ledger nel famoso film, anzi peggio. In quest’opera il principe del crimine riesce a passare da momenti di estrema lucidità a momenti di follia estrema. Un attimo prima progetta nei minimi dettagli un piano per riconquistare la città, dopo uccide un commesso di un supermarket innocente e infine passa ad essere talmente paranoico da pensare di essere osservato in ogni momento da Batman. Il rapporto con Harley è sempre controverso, gli è indifferente, poi invece è quasi indispensabile la sua presenza per supportarlo moralmente. L’arlecchina, raffigurata come una prostituta nelle grazie del capo, non pronuncia quasi mai una parola, non è la solita parla parla del fumetto classico. Anche il disegno tende a ritrarla scavata in volto e a volte sembra in preda alle droghe e talvolta sembra proprio in una fase di astinenza.


Batman appare solo alla fine per fermare Joker, ma dopo aver concesso al pagliaccio il tempo di mettere a ferro e fuoco la città. Il ritratto quindi di un eroe inerme di fronte alla genialità follia del criminale più famoso di Gotham? Non credo, anzi. Credo invece sia la morale dell’opera, un po’ determinista forse e priva di speranza: ci sono troppe malattie nelle nostre città, tra noi uomini, troppa malvagità e purtroppo non ci sono cure, c’è solo un Batman. Come per dire che per quanto ci sforzassimo ci sarà sempre qualcuno che farà del male ad altre persone; e ci saranno sempre troppe poche persone invece a proteggere quelle più deboli; i rimanenti si troveranno in mezzo, inermi o indifferenti allo stupro della società.

“C’è solo un Batman”


VOTO 9/10 avrebbe preso 10 se ci fossero state le stesse colorazioni ovunque


martedì 10 giugno 2014

E3 2014, la mia wish list


L’e3 ha sparato a zero ieri, almeno per me, presentando 5 giochi che entrano senza neanche passare dal via nella mia wishlist senza alcuna ombra di dubbio.

Ci si aspettava molto da questo e3 e devo dire che non ha tradito le aspettative anzi le ha rispettate. Ovviamente sto parlando di Batman Arkham Knight, Assassin’s creed Unity, Uncharted 4, Far cry 4 e The Rise of the Tomb Raider. Tutti I trailer li potete trovare comodamente su youtube. Pieno di aspettative sono stato ripagato anche se nel caso degli ultimo tre titoli in maniera centellinata, non si capisce nulla dal trailer, nè di cosa si tratta la trama. Ma forse è meglio anche così; la cosa che mi fa paura è che tutti avranno bisogno delle console next-gen che ancora non mi posso permettere, speriamo che i costi si abbassino e che prima o poi io possa essere in grado di recensire anche questi giochi ma soprattutto giocarli.

Come ci ha sempre abituati Assassin’s creed butta dentro nel trailer una canzone di un’artista ancora poco affermata in Italia, Lorde, e, come aveva fatto per gli Imagine Dragons, profetizza la sua prossima consacrazione definitiva anche qui dall’altra parte dell’oceano.


Per ora è tutto, prossimamente la recensione di Joker di Azzarello e Bermejo! RIMANETE SINTONIZZATI!

lunedì 9 giugno 2014

NOVARA COMICS PRIMA EDIZIONE, il caldo e gli ospiti furbetti


Ieri si è svolta la prima edizione del Novara Comics, il nome corretto sarebbe diverso ma la sostanza è la stessa: una fiera del fumetto. Tutto si preannunciava come un grande evento nonostante fosse la prima edizione: grandi ospiti, due padiglioni e un’organizzazione impeccabile. Non è andata proprio così…

Il caldo ieri non ha dato tregua, 32 gradi fissi dalle 10 del mattino fino alle 18 e dentro il palazzetto quasi non si respirava più, un paio sono anche quasi svenuti. Ma ovviamente non è colpa di nessuno anche se il sistema di condizionamento o almeno la cazzo di ventola potevano farla partire. Alla fine i padiglioni non erano due bensì uno, poco più grande di un campo da basket e gli “stand” erano disposti perimetralmente al campo. Al centro di esso c’era ben poco tra cui un ciarlatano di ioni d’acqua che ti offriva un lavoro e una trash birra per cosplay, calda come pochi e infine un Energy drink che con quel caldo avrebbe fatto esplodere il cuore a Usain Bolt.

Gli stand quindi erano pochi e alcuni sono stati dati in assenza però delle prese elettriche e la conseguenza è che all’inizio gli espositori erano in giro disperati a cercare lo staff. Gli stand erano pochi e sforniti, i fumetti presenti erano pochi e per lo più manga di j-pop e g-manga, unici editori espositori. Comics e simili erano pochi, l’usato era venduto per la maggior parte in serie complete dai prezzi esorbitanti e quindi gli acquisti per un appassionato medio si riducevano vertiginosamente.

Ciò che ha funzionato molto bene è stato il contest cos play che nonostante i soliti personaggi imbarazzanti e l’impianto audio insoddisfacente è stato gestito e presentato molto bene, la presentatrice per chi la conosce, io l’ho conosciuta ieri ma non l’avevo mai sentita, era Giorgia Cosplay.

I disegnatori mi sono parsi tutti gentilissimi anche se sono andato solo dal disegnatore DC Emanuel Simeoni, italiano di 26 anni, disegnatore di Batman Eternal, nuova testata sul cavaliere oscuro in uscita in Italia nel gennaio prossimo, che è stato gentilissimo, disponibile a rispondere a tutte le domande e disposto anche a fermarsi mentre disegnava per guardare negli occhi la persone che gli aveva posto la domanda. Sono proprio rimasto contento di questa conoscenza e spero di rincontrarlo presto.

Adesso è l’angolo delle bestemmie vere e proprie. Ospite della fiera era anche Dario Moccia, youtuber rinomato e apprezzato, anche da me dato che recensisce fumetti a volte bistrattati dal grande pubblico ingiustamente; doveva arrivare alle 17 fare le sue buffonate e alle 9 andare a mangiare con i fan che avessero voluto… … … … è arrivato alle 21 quando il pubblico rimanente era formato da tre quindicenni e nel momento in cui neppure gli espositori c’erano più. Il deserto ve lo assicuro, sono andato via alle 20 e il palazzetto era già vuoto, ci mancavano solo le palle di sterpaglia sospinte dal vento stile film western. DELUSIONE TOTALE.

La fiera invece nel complesso è stata carina anche se gli 8 euro di ingresso per quel che c’era erano veramente esagerati, speriamo che la prossima sia decisamente meglio strutturata perché in un’ora si poteva girare tutta.    



BOTTINO DELLA GIORNATA: disegno e stampa con dedica di Emanuel Simeoni, Flanders dei Simpson in Lego.

sabato 7 giugno 2014

NEWS TIME!! Novara Comics e Greg Capullo

Domani dalle 10 fino alle 21, il centro polisportivo di Novara ospiterà la prima edizione della fiera di Comics and Manga, noi di Law&Heroes saremo presenti per documentare e arraffare il più possibile! Gli ospiti d'eccezione saranno il disegnatore italiano DC Emanuel Simeone e lo youtuber Dario Moccia dell'omonimo canale e gestore di Nerd Cultura.

Il 13 del corrente mese ovvero venerdì prossimo il leggendario Greg Capullo sarà ad Alastor a Milano per una sessione purtroppo di soli autografi per maggiori dettagli cercate l'evento su fb! Ovviamente io Aetos sarò presente anche a questo secondo evento, in coda per il mio autografo!

Per oggi è tutto alla prossima! STAY TUNED!

PS leggete la nostra celebrazione del D-day by Zey!!!! subito qui sotto!!

NOI, COMPAGNIA DI FRATELLI

"Da oggi, fino alla fine del mondo, noi che siamo qui verremo ricordati. Noi pochi fortunati, noi banda di fratelli. Perché colui che oggi è con me e versa il suo sangue sul campo, colui è mio fratello"

6 Giugno 1944 - 6:30, esattamente 70 anni fa ebbe luogo la più grande invasione anfibia della storia: lo Sbarco in Normandia (operazione Nettuno), ove le forze congiunte di USA, Regno Unito e Canada riuscirono a sfondare pesantemente le linee difensive costiere della Wehrmacht, capovolgendo totalmente l'esito della guerra in Europa.

 Questo glorioso ma anche disastroso e sconvolgente evento(nel giorno dello sbarco morirono all'incirca 10000 soldati) viene ormai omaggiato in numerose opere sia letterarie sia cinematografiche e sia nei recenti videogames  come l'evento che rese gli uomini eroi.
Film famosi come " il giorno più lungo", " salvate il soldato Ryan", e la miniserie televisiva "Band of Brothers"; i libri dello storiografo-narratore Ambrose; videogiochi da Call of Duty a Medal of Honor;
per arrivare all'opera fumettistica che viene pubblicata oggi in Italia dalla collana Historica della Mondadori.
Insomma un grande evento che rimane nel ricordo di tutti soprattutto grazie anche alla testimonianza diretta dei sopravvissuti ; quindi oggi onoriamo la memoria dei soldati caduti durante questo giorno che ha fatto la Storia.
"Mi ricorderò per sempre una domanda che mi ha fatto l'altro giorno mio nipote, mi ha chiesto: "Nonno è vero che in guerra sei stato un eroe?" Il nonno gli ha risposto di no. "Ma ho combattuto con una compagnia di eroi".

venerdì 6 giugno 2014

L'UOMO CHE CAMMINA, elogio della quotidinità


Oggi sono qua per invitarvi alla lettura di un’opera straordinaria, speciale ma molto molto particolare. Sto parlando di una delle opere del maestro Taniguchi che fa manga solo perché è giapponese, altrimenti scriverebbe graphic novel. I suoi infatti sono dei veri e propri romanzi a fumetti come pure c’è scritto sulla copertina edita da Panini. Ha scritto un’infinità di storie ma oggi volevo soffermarmi su quella più caratteristica: l’uomo che cammina.

Non c’è una vera e propria trama unica, infatti i capitoli del volume sono tutti leggibili singolarmente, sono quasi completamente indipendenti l’uno dall’altro e tranquillamente uno potrebbe leggerli in maniera casuale.

una scena del fumetto
l'autore Jiro Taniguchi
In questo fumetto non si trova né l’azione né un’approfondita trama bensì tutto il contrario; da come avrete intuito dal titolo il protagonista è proprio un uomo che cammina per la sua città, passeggiando lentamente e osservando attentamente il mondo e la vita che lo circonda. Questa storia è affascinante quanto stramba, intendo emotivamente, non ti fa sognare posti e mondi dove non potrai mai andare né vivere bensì ti fa apprezzare la quotidianità e nello stesso momento qualche incontro dell’uomo che cammina, qualche gesto o azione ci può tranquillamente ricordare qualcosa, un ricordo piacevole, una delusione, qualsiasi cosa. Scendere ad una fermata del bus diversa dalla solita per scoprire gli angoli segreti della vostra città, cambiare prospettiva salendo su un albero, dormire su un campo fiorito, conoscere nuove persone senza nemmeno parlarci ma attraverso il linguaggio del corpo; tutte cose che troverete in questo fumetto che in certi frangenti funge da romanzo di formazione per le nuove generazioni come per dire: “non correte; godetevi la vita!!”.

Le battute in questo fumetto sono talmente poche che ci si concentra sulla bellezza del tratto del disegno e sulla capacità dell’autore di ritrarre le emozioni in maniera talmente realistica da lasciare a bocca aperta. È il lavoro anche più intimistico del maestro giapponese e quindi non lo consiglierei a tutti; ma se vi volete fermare a riflettere, a ricordare, ad immedesimarvi od applicare una filosofia di vita zen, l’uomo che cammina è il vostro fumetto.

“Allora arrestiamo per un attimo le nostre corse affannose, e proviamo a camminare anche per un poco. però lentamente.” Jiro Taniguchi



VOTO 9/10

lunedì 2 giugno 2014

SHINGEKI NO KYOJIN

Siccome siamo in tema Giappone, vi presenterò in vari post i manga che attualmente sto leggendo, o che ho già finito di leggere.

Il primo che vi presento è "L'attacco dei giganti"(in giapp. "Shingeki no Kyojin),un manga shonen(indirizzato ad un pubblico maschile e adolescenziale) di Hajime Isayama, iniziato nel 2010 e tutt'ora in corso.



La storia è in ambientazione medioevale , di genere fantasy-horror: vissuta all'apparizione dei Giganti, esseri antropomorfi colossali e mangiatori di uomini, si è rifugiata dentro un vasto territorio cintato da imponenti mura; per secoli l'umanità è rimasta rinchiusa dentro questa zona di sicurezza, indifferente a ciò che c'è nel mondo esterno, felice di sopravvivere un giorno di più. Ma se un giorno i Giganti riuscissero a penetrare? Cosa succederebbe? Questo è ciò che si chiede il protagonista Eren, che non vuole vivere recintato come "bestie da allevamento": vuole conoscere il mondo esterno anche se significa rischiare la vita. Subito nel primo capitolo avviene uno sfondamento delle mura e l'umanità cade di nuovo nel terrore e in una crisi profonda; Eren decide di unirsi alla Legione esplorativa, l'unico organo militare che affronta i Giganti nel loro territorio, al di fuori della mura...

L'opera si sviluppa su due filoni principali: il primo è l'elemento narrativo, dove i nostri soldati cercano mano a mano di sconfiggere i Giganti e cercano di scoprire i numerosi(e sono veramente tanti) segreti che si celano dietro queste entità sovraumane e all'apparenza quasi totalmente invincibili.
Il secondo filone si sviluppa su varie tematiche quali la società e la psicologia umana: una società chiusa e isolata,come questa del manga o come per secoli il Giappone, rimane sempre estranea al mondo che li circonda, portando ad una visione ottusa e ristretta della realtà,come accade nel corso della vicenda.
Si espone inoltre ottimamente il concetto di terrore e follia umana, sia dal punto di vista del singolo individuo che di fronte a creature estranee(poi in generale di idee diverse) prova il terrore dell'impossibilità di reagire, di riuscire a sormontare il problema, di accettare la propria inferiorità sin dall'inizio, e non solo quando ci si trova davanti un "mostro" che annulli tutte le nostre certezze.
I volti dei Titani(o Giganti,scegliete voi) sono sempre grotteschi o spinti al limite dell'espressione umana, per rappresentare un costante senso di angoscia e di malinconia in tutti noi: gli stessi disegni dell'autore non sono stilisticamente perfetti e ben disegnati come in altre opere (tipo One Piece), ma sono presentati in un mondo sempre imperfetto e oscuro,per mantenere i sensi del lettore sempre all'erta ad ogni cambio di scena.


















Che dire? L'opera mi sta veramente impressionando,anche se qualche flessione di tensione narrativa c'è stata, ma sta avendo un successo notevole (in Giappone è il trend del momento)e merita di essere letto, almeno i primi capitoli, per comprendere e vedere un'impostazione diversa dalle classiche nipponiche... poi ad uno può anche non piacere, sia dal punto di vista grafico(molto particolare, infatti non esalta neppure me) sia dal tipo di narrazione.

Un voto a opera in corso mi sembra tosto darlo, perciò preferisco non sbilanciarmi troppo.
Alla Prossima!!!