mercoledì 25 giugno 2014

BEFORE WATCHMEN, le origini del fumetto leggenda


Sono in ritardo, lo so. È già uscito e concluso da un pezzo, lo so. Ma quando sento parlare di prequel, sequel e qualsiasi altra cosa finisca con “quel” sono sempre un po’ diffidente. Se, oltretutto, si sta parlando di uno dei fumetti che hanno rivoluzionato la storia della nona arte, la diffidenza si alza a livelli impressionanti. Trovato a metà prezzo con cofanetto incluso però ho mandato a quel paese le mie perplessità e mi sono buttato..

L’opera è divisa in miniserie dal numero di albi variabile, ognuna è una monografia sui personaggi del fumetto di Moore: il Comico, Ozymandias, Silk Spectre, Dr Manhattan ma anche quelli che nel fumetto originali erano praticamente solamente citati. Quello che troviamo all’interno di ogni miniserie è sempre diverso, infatti quasi tutte le miniserie sono disegnate e scritte da autori diversi. Nomi illustri del fumetto americano come Bermejo, Azzarello e Jae Lee hanno partecipato a questo progetto e quindi dovrebbe essere una certezza di qualità.

La lettura è molto diversa e varia: gli autori a volte raccontano le origini vere e proprie del personaggio, il suo periodo di formazione come per Ozymandias o Silk Spectre mentre altri sono solo racconti di una missione del personaggio come può essere per Rorscharch. La storia che più si discosta dal Watchmen originale è quella del Comico che ribalta alcuni punti oscuri della sua storia personale; infatti nel fumetto originale si faceva intendere che avesse ucciso il presidente Kennedy mentre si scopre che in realtà non è lui l’autore del delitto data la profonda amicizia tra l’antieroe e la famiglia Kennedy.
Gli autori sono anche molto diversi tra loro, mentre Azzarello e Bermejo sono molto più crudi sia nei tratti che nei dialoghi, Jae Lee molto più tecnico, Darwin Cooke vintage allo stato puro, apprezzerete quindi i tratti mai comuni che rifletteranno in realtà il personaggio stesso. Ogni sceneggiatore e ogni disegnatore è perfetto per il tipo di personaggio che rappresenta poi sulla carta. Ciò facilità la lettura e la rende più piacevole non facendovi perdere nemmeno per un attimo la voglia di leggere. Anche i numeri unici come quello di Dollar Bill e i due di Moloch vi faranno apprezzare i due personaggi che in realtà nell’originale erano solo accennati e completamente lasciati al loro destino.

Quest’opera rimane sulla falsa riga di ciò che era stato Watchmen, una commistione di amarezza, buoni propositi e ideali traditi, tristezza e rassegnazione, ma anche l’innegabile denuncia delle atrocità e della malvagità dell’universo, perché quando c’è di mezzo il dr. Manhattan non si può solo parlare di Terra! Malvagità che può anche essere solamente chiamata caso, variabile, facendo risalire tutto ad una questione matematico scientifica. E poi soprattutto l’errore umano, la corruttibilità dell’essere e il dolore che cambiano, distruggono e annichiliscono tutto ciò di cui potremmo andar fieri di noi stessi. La società? O solo noi stessi siamo la causa dei nostri mali?

VOTO 7,5/10 l’unico difetto realmente visibile è che non è Watchmen di Alan Moore, ne è soltanto una celebrazione.

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