domenica 24 gennaio 2016

Alpha Flight di John Byrne: la recensione

Oggi, vi parliamo di un piccolo capolavoro nell'ombra: Alpha Flight di John Byrne.


Dati Generali:
Testi: John Byrne
Disegni: John Byrne
Anno di Pubblicazione: 1983-1984
Etichetta: Marvel Comics
Volume Contenente: Alpha Flight #1-28 (Vol. 1)
Prezzo: ND

Trama:
Guardian! Sciamano! Snowbird! Aurora! Northstar! Puck! Marrina! Sasquatch! Dalle pagine di X-MEN arriva Alpha Flight nella sua prima testata omonima! Nato per il volere Dipartimento H, il gruppo di supereroi Canadesi viene chiamato a reggimene per il bene dell'umanità, combattere l'ingiustizia e le forze del male in tutto il mondo!

Parliamone:
Il bello dei personaggi di Serie B, è che sono una polizia d'assicurazione garantita e collaudata. Se qualcuno di incapace ci mette mano, e partorisce cazzate, tutti s'indigneranno ma nessuno ne farà un'affare di stato, perché si parla comunque di personaggi che non hanno poi sta grande influenza e fan-base; se invece qualcuno di serio ci mette mano, e partorisce beltà a non finire, allora ecco che possono quasi spuntarti fuori i nuovi idoli delle masse: tutto, grazie al background di questi personaggi totalmente malleabile e sempre aperto ad interpretazioni, dove il team artistico coinvolto si permette di osare senza pietà (ma comunque nel rispetto della precedente tradizione). Il supergruppo canadese di Alpha Flight rientra nella seconda categoria dove, negli anni '80, vengono messi sotto l'ala protettiva di John Byrne: scrittore e disegnatore che, non dico fosse l'icona di quella decade (troppo esagerato dirlo), però si può dire che sia stato uno dei suoi più amati protagonisti ed esponenti.


Sotto l'attenta sceneggiatura di gente come Chris Claremont e Roger Stern, Byrne ha potuto distinguersi rispettivamente sulle pagine di Uncanny X-Men e Captain America contribuendo in maniera decisiva a scriverne un pezzo di mythos; ma non si fermerà qua, dato che metterà mano (pure in veste di scrittore) anche ai Fantastici Quattro, ai Vendicatori Della Costa Ovest, a Superman e a Namor, contribuendo anche per questi personaggi nel raccontare qualcosa che varrà la pena ricordare in futuro; non farà nessuna eccezione anche la sua Alpha Flight, che prenderà, plasmerà, ci creerà attorno una mitologia, un passato, rinarrerà le origini in maniera moderna e li trasformerà nei sul suo mashu-up Vendicatori/X-Men. Se dovessi descrivere la sua gestione in una sola frase, questa sarebbe: "quanto di più supereroico e innovativo in circolazione"; nonché John racconti qualcosa di nuovo a livello di tematiche, è solo che il loro status di personaggi di nicchia, conferisce a queste tematiche già trattate in precedenza nuovo slancio e smalto, proprio perché viste da una luce inedita al grande pubblico, facendo del tutto come se venisse detto per la prima volta in assoluto nel mondo dei comics. 


Il termine innovazione serve per descriverne il disegno, dove Byrne si diverte un sacco a sperimentare nuove inquadrature e nuove soluzione grafiche davvero accattivanti. Osservate, per esempio, questa tavola soprastante, che mostra una lotta combattuta in mezzo ad una terribile bufera di neve. Byrne stesso si chiede "se è così terribile tanto da non far vedere nulla, perché non farla vedere del tutto?". Ed è, infatti, quello che fa. Per il resto, beh, i primi 28 numeri di Alpha Flight sono scritti seguendo la tradizione del fumetto corale del supereroe, con personaggi carismatici unici, villain terribili e cattivissimi, trame, sotto trame e spiazzanti colpi di scena inaspettati che ribalteranno ogni aspettativa; non si risparmierà infatti di dare importanza a personaggi che, in altre mani meno sapienti, sarebbero stati solo di contorno o togliere di mezzo la figura di riferimento della serie e del gruppo, scelte narrative che ribalteranno totalmente la situazione e porteranno la storie verso lidi del tutto imprevedibili. Ora, veniamo alla questione spinosa: dove posso trovare questa serie di raccolte? Purtroppo gli hardcover li potete trovare solo in lingua originale, perché in Italia non è mai stata fatta una ristampa di queste storie; furono pubblicate negli anni '90 sul Capitan America della Star Comics nel ruolo di serie d'appendice, ma poi nessuno ci mise mai più mano. Quindi, se quando detto qui vi ha convinto, dovrete fare un piccolo sforzo linguistico e leggervi le storie in Inglese. 

Conclusioni:
Ripeto: quanto di più supereroistico in circolazione. Dovrebbe bastarvi per assicurare a questa serie i vostri soldi. 

martedì 19 gennaio 2016

GENITORI


I miei genitori stanno invecchiando. Li vedo lontani sulla strada, camminano veloce. Gli urlo di fermarsi, “’ndo cazzo andate? Aspettate un attimo. State quieti” ma loro si voltano e mi guardano, mi fissano, nessuna parola. Io allora mi ricordo del volume alto della tv. Della montagna di occhiali che si ammassano in casa. Della stufa sempre accesa anche nei giorni di primavera. Le risate smodate e le citazioni di personaggi televisivi degli anni ’70. Mia madre si incontra perché i suoi figli non conoscono le canzoni degli alpini della grande guerra. Come se lei avesse mai fatto parte degli alpini, o abbia mai avuto una tensione patriottica qualsiasi. Questo le risponde mio padre a nostra discolpa. Era una cena, quella sera, pochi giorni fa. Quella dopo la festa in cui ho bevuto un po’ troppo. Sto invecchiando pure io. Quella sera ero a pezzi, mi trascinavo dei rimasugli di alcol nel sangue. Il giorno dopo una bevuta è ormai sempre peggio, la stanchezza dopo una giornata lunga si fa sentire. Non posso più andare a dormire alle 4 e svegliarmi alle 8 come un fiore, se mai ne sono stato in grado.

Continuo a studiare mentre i miei amici pian piano si laureano e si trovano un impiego. Alcuni già lavorano da anni. Lo studio comincia a pesare, a farsi incomprensibile, la memoria è sempre più fiacca. Qualcuno dice che è come un muscolo ma in realtà invecchia molto più in fretta. Eppure mi ricordo tutti i nomi dei personaggi dei cartoni che guardavo alle elementari, mi ricordo ancora le canzoni dei classici Disney.

Sono stanco. Forse sarebbe il caso di sedersi un attimo. No non posso i miei continuano a guardarmi da laggiù in fondo e io sono ancora fermo, devo decidermi. Ma dove siamo? Qui come cazzo ci sono arrivato. “ma dove siamo?” gli urlo. Nessuna risposta. Simpatici come al solito penso.

È come se in tutti questi anni di vita io non mi fossi mosso da dove sono. Aspettando qualcosa che forse non arriverà mai, la mia vita è rimasta immutata, immobile. Ma ad un certo punto bisogna camminare e dicono che questo bisogno solitamente nasca da una brutta sensazione, un presagio, un segno nefasto. “Forse era quello del 2012 il presagio di cui parlavano” penso “o quello alla fine del 2012” sono quasi sicuro di aver trovato il mio segno ma poi “ah no ma sicuramente si riferivano al 2013”. Ma poi chi è che l'ha detta sta storia del presagio? Non me lo ricordo. È la memoria, è sempre colpa della dannata memoria di melma che mi ritrovo.

E intanto che questa grande masturbazione mentale si manifesta loro mi stanno ancora guardando in fondo alla strada. Mio padre con le mani nelle tasche dei pantaloni e mia madre collo sguardo indispettito ed impaziente. Non me ne hai mai fatta passare una, penso. Perché questa volta dovrebbe essere diverso?

Titubante mi avvio, l’aria è gelida ma ho deciso. Vado con loro. In fondo cosa potrebbe succedere?

venerdì 15 gennaio 2016

ASSASSIN'S CREED SYNDACATE, meglio del predecessore ma prendiamoci un anno sabbatico


Se la pubblicità martellante in tv, alla radio, su spotify e qualsiasi altre emittente e medium vi fosse sfuggita vi comunico che Mediaworld compie 25 anni e festeggia facendo degli sconti, AC Syndacate a 29 euro. Sfortunatamente mi trovavo con quella cifra in tasca a Mediaworld e non ho saputo resistere. Ecco il frutto di qualche ora di gioco nella Londra Vittoriana.

Sicuramente l’impatto è stato migliore del suo predecessore, sia a livello di storyline che di giocabilità(in Unity mi sono infilato in un mega bug a cinque minuti dall’inizio del gioco ed ho dovuto ricominciare da capo). Il sistema di produzione e di potenziamento è rimasto bene o male lo stesso anche se hanno ridotto di molto la varietà di armi, pressoché inutili in Unity, limitando a tre il numero di armi da corpo a corpo(bastone, kukri, tirapugni) e a solo il revolver per le armi da fuoco. I potenziamenti per le varie armi e oggettistica in generale è più lento e bisogna quasi sudare per produrlo. 

Il combattimento è stato migliorato seguendo ciò che si era visto in Unity, limitando finalmente l’uso delle armi da fuoco in mischia che oltre ad essere una minchiata stratosferica, rendeva davvero una sofferenza il combattimento con l’uso massiccio di proiettili, medicine e bombe stordenti.

Il sistema di spostamento è stato anch’esso migliorato con l’introduzione delle carrozze che riescono a coprire grandi distanze in poco tempo. I viaggi rapidi e gli spostamenti sono stati ridotti in termini di tempistiche rendendo meno frustrante l’attesa con la reintroduzione dello spazio animus dove correre come dei cretini in attesa del caricamento. C’è ancora da migliorare ma sicuramente meglio di Parigi.

Le missioni sono state rese più razionali e oculate limitando grandi spostamenti durante lo svolgimento così da non far impazzire il giocatore in tempi vuoti lunghissimi che abbassavano non di poco il climax della narrazione. Si svolgono bene o male all’interno del quartiere di inizio che è comunque vastissimo, sono state ampliate le tipologie ma diminuito il numero così da non far girare la testa guardando la mappa zeppa di icone.

La reliquia principale del gioco si trova attraverso il ritrovamento di 30 carillon nascosti in città individuabili attraverso il rumore che emettono o attraverso l’immagine nel database. Non è per niente facile ma sicuramente meno frustrante dei segni di Nostradamus che erano di una noia mortale.

L’online grazie a Dio è stato eliminato, in giochi del genere per me è assolutamente inutile. Pagare gente per creare un reparto online dovrebbe essere convertita nello sviluppo della trama punto forte del brand e che ultimamente ha indubbiamente subito una battuta d’arresta.


Il metodo di narrazione è diverso al solito. Ci sono due personaggi intercambiabili in qualsiasi momento con due approcci differenti: potenza o furtività. Sono i gemelli Frye. Con diverse priorità si muoveranno per tutta Londra in modo da eliminare la minaccia templare rappresentata dal capitalista Starrick. Jacob vuole uccidere i templari e restituire al popolo e alla sua banda, i Rooks, la capitale inglese. Mentre sua sorella Evye, la nerd, vuole trovare la Sindone dell’Eden e non permettere ai templari di entrarne in possesso. Personaggi sicuramente di un altro spessore rispetto allo scialbo e poco attraente Arno Dorian di Unity anche se non ancora ai livelli di Ezio e Altair. Un passo avanti per Ubisoft comunque. Durante la storia i due gemelli verranno in contatto con diversi esponenti dell’epoca: Darwin, Marx, Dickens, Bell sono solo un esempio. Restituendo alla saga la sua collusione con la Storia con la S maiuscola, con buona pace di Napoleone.

Il consiglio del signor nessuno(ovvero il mio) è quello di prendersi un anno sabbatico, sfruttando l’uscita del film per rimettere insieme i pezzi e rilanciare il brand o decidere definitivamente di chiudere bottega e dedicarsi a nuovi titoli. E  che non sia mai che si torni a Roma…



VOTO 8/10

giovedì 14 gennaio 2016

Se ti è piaciuto il film, leggi anche... - Episodio 11: I Guardiani Della Galassia

E rieccoci qua, cari lettori di Law&Heroes! E nuovamente benvenuti a Se ti è piaciuto il film, leggi anche..., la nuova rubrica che vi consiglia quali storie leggere e recuperare se vi ha colpito un determinato personaggio nella sua più o meno recente versione cinematografica. In questo ottavo episodio, parleremo de:


I Guardiani Della Galassi. Credevate che avremmo già parlato di Quicksilver, Scarlet e tutti gli altri personaggi che compariranno in Avengers: Age Of Ultron, vero? E invece no, dovrete aspettare, carissimi lettori: fate almeno uscire il film, poi ne parleremo più che volentieri! Però, per il momento, direi che è il caso di conoscere meglio questi personaggi di Serie B che (grazie al film) sono diventati di Serie A. Detto questo, come ci si organizza per questi post? Di seguito, sempre in ordine cronologico, verranno riportate cinque storie che secondo noi di Law&Heroes hanno fatto la storia del personaggio e l'hanno definito per quello che è, oltre che a raccontare (a modo loro) un piccolo tassello di storia che ha reso prestigioso il media fumettistico. Capito tutto? Bene, detto questo, cominciamo!


Annihilation: Conquest - Star-Lord


Testi: Keith Giffen
Disegni: Timothy Green II
Pubblicazione Americana: Annihilation: Conquest - Star-Lord #1-4 (Vol. 1, 2007)
Pubblicazione Italiana: Marvel Monster Cosmici: Annihilation Conquest, Vol.1 (Panini Comics)

Anche se il nome di questa miniserie può inizialmente tradire le aspettative, vi si consiglia di non farci caso e trattare questa mini in quattro parti proprio come una storia dei Guardiani Della Galassia, perché è proprio qui che il gruppo che vedrete poi al cinema farà la sua primissima apparizione. Forse lo sapete già, ma a scanso di equivoci, lo ridiciamo anche qui; il gruppo intergalattico composto da Star-Lord, Rocket Raccoon, Groot, Darx e Gamora è la seconda versione dell'originale gruppo anche'gli noto come "Guardiani Della Galassia", debuttato per la prima volta nel 1969 e presentandosi subito come una sottospecie di "Vendicatori dello spazio" provenienti da un futuro dispotico. Il secondo, invece, debutterà ufficialmente nel 2008 e con la storia successiva, ma ufficiosamente, è qui che si creano le bizzarre e strampalate dinamiche che vanterà poi loro di un adattamento cinematografico; in parole povere, considerate Annihilation: Conquest - Star-Lord come un prototipo e una versione non ancora collaudata del gruppo, che in questa mini, il team (qui composto da personaggi differenti da quelli che tutti conoscono, esclusa qualche eccezione come Rocket e Greoot) viene messo sotto la guida di Star-Lord da un comando Kree al fine di indebolire una delle postazioni del virus tecnoroganico Phalanx: essere di pura tecnologica vivente che mira all'assimilazione totale della vita organica. Una vera e propria black-op intergalattica resa accattivante da individui totalmente eterogenei, ma che impareranno a collaborare loro malgrado, tra dialoghi brillanti e colpi di scena niente male.


Eredità


Testi: Dan Abnett & Andy Lanning
Disegni: Paul Pelletier
Pubblicazione Americana: Guardians Of The Galaxy #1-6 (Vol. 2, 2008)
Pubblicazione Italiana: Marvel Monster Cosmici: Guardiani Della Galassia, Vol. 1 (Panini Comics)

Dopo gli eventi del crossover intergalattico Annihilation Conquest, Peter Quill realizza che anche la galassia abbisogna di un gruppo di persone capaci e dotate per difenderla e di non fare affidamento solo ed esclusivamente a forze di polizia come i Nova Corps: sopratutto in un periodo di grande crisi e debolezza come quello successivo al crossover sopracitato, in cui proprio questa istituzione viene a mancare. Vedendo delle potenzialità nell'eterogeneo gruppo che ha comandato su richiesta dei Kree, Quill riabbraccia finalmente la sua identità di Star-Lord (abbandonata per molti anni) e riplasma la squadra nei Guardiani Della Galassia: i nuovi protettori del cosmo. Pur avendo avuto testate/saghe/storie precedenti a loro dedicate anche nel passato della Marvel Comics, è qui che il mito dei Guardiani decollerà definitivamente, presentando tutte le caratteristiche che vederemo al cinema, a cominciare dal solo "Io sono Groot" di Groot, a trasformare Ovunque nel loro quartier generale, a delle interazioni di gruppo disfunzionali e divertentissimi, calate in trame in trame brillanti ed intelligenti. Eredità non si può descrivere in nessun altro modo, come il perfetto punto di inizio per conoscere la mitologia di questo gruppo, dato che inizia proprio da questo volume.


Altri Mondi, Altre Guerre


Testi: Dan Abnett & Andy Lanning
Disegni: Brad Walker & Wes Craig 
Pubblicazione Americana: Guardians Of The Galaxy #13-19 (Vol. 2, 2009)
Pubblicazione Italiana: Marvel Monster Cosmici: Guardiani Della Galassia, Vol. 2 (Panini Comics)

Una delle sottotrame più interessanti del revamp dei Guardiani Della Galassia, è che il gruppo che abbiamo imparato a conoscere sul grande schermo, nella serie veniva spesso etichettato da altri personaggi come se fosse una sorta di "anomalia temporale"; questo perché, gli originali Guardiani esordiscono in una linea temporale alternativa ambientata nel 34° secolo, mentre nella linea temporale classica della Marvel (il celeberrimo "Universo 616") anticipano l'originale gruppo di ben tredici secoli. Essendo gli sceneggiatori dell'intera serie (Dan Abnett e Andy Lanning) dei grandi conoscitori della continuità degli originali Guardiani, il duo Abnett/Lanning prende la palla al balzo del crossover War Of King per far incontrare le due versione: quella debuttata nel 1969 e quella debuttata nel 2008. Ne esce un turbinio di eventi e un vero proprio scontro/incontro generazionale su ogni fronte, dove un gruppo più coeso e affiatato ne affronta/incontra uno più sconclusionato, oltre che un vero e proprio confronto fra due modelli simili (ma diversi) di una storia di pura fantascienza di stampo stellare. Ci saranno ovviamente altri eventi con cui Altri Mondi, Altre Guerre (titolo che abbiamo preso da uno dei numero contenuto, perché il nome War Of Kings: Book 2 ci faceva schifo). verrà riempito come un tacchino nel Giorno del Ringraziamento, ma la parte più interessante è questo incontro tra precursori di un mito e loro seguaci.


Vendicatori Cosmici


Testi: Brian Michael Bendis
Disegni: Steven McNiven
Pubblicazione Americana: Guardians Of The Galaxy #0.1, #1-3 (Vol. 3, 2013)
Pubblicazione Italiana: Guardiani Della Galassia, Vol.1 - Vendicatori Cosmici (Panini Comcis)

Battutari, caciaroni, disfunzionali, simpatici, divertenti, eppure amici, nel loro essere dei perfetti outsiders: questi sono i Guardiani Della Galassia di Brian Michael Bendis, nonché una delle versioni che ispirerà maggiormente la loro caratterizzazione cinematografica. Volete vedere qualcosa di prettamente fedele al film di James Gunn, pur avendo per protagonisti i personaggi che resero celebre la gestione Abnett/Lanning? Insomma, un mix degli elementi vincenti di cinema e fumetto? Allora Vendicatori Cosmici fa proprio al caso vostro. Prendendo il cuore del team della precedente gestione, il prolifico Bendis imbastisce un action comedy leggero, ma non per questo meno accattivante o brillante, dove l'azione e gli scoppiettanti dialoghi la fanno da padrona. Un inizio fresco e per niente asfissiante, non c'è punto d'allaccio perfetto tra la mitologia cinematografica e quella fumettistica.  



E queste, cari lettori di L&H, sono le letture che vi consigliamo se I Guardiani Della Galassia vi ha colpito al cinema. Quali di queste vi interessano di più? Ce ne è qualcuna che avete già letto tra quelle citate? Siete d'accordo con la nostra lista? Non abbiate paura di commentare e fatecelo sapere!

domenica 10 gennaio 2016

IL PICCOLO PRINCIPE, il film


Quattro giorni or sono mi sono recato al cinema a visionare l’ultimo lavoro di Mark Osborne: “il piccolo principe”.
La maggior parte di voi conosceranno il libro originale quindi non mi soffermerò sulla validità o meno di quello dando per scontato che ci sono miriadi di interpretazioni del libro e di ogni singola frase. Un libro più per adulti che per infanti, un libro per tutti ed ogni età dà la sua interpretazione. Ciò che è certo è che è un libro duro, difficile da digerire, soprattutto per un bambino. La morte finale del Piccolo Principe spezza il cuore dei più piccini che forse non colgono la tensione all’immortalità dello stesso.
Il film è appunto questo, la tensione all’immortalità, la paura di dimenticare non solo noi stessi e l’Io fanciullo bensì dimenticare ciò che siamo, chi amiamo e ciò che siamo stati. L’amore come sentimento puro, come necessità fisica prima di essere necessità psicologica. Il calore umano come origine di qualsiasi cosa. Il lavoro, la religione, la scuola, i beni materiali non sono altro che sovrastrutture. Ciò di cui necessitiamo siamo noi stessi. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro, senza esclusione, senza remore e senza timori. La trama del film si snoda su tutti questi temi fondamentali soprattutto in un periodo di tensione ed odio etnico. Se il libro era dedicato a tutti, il film è dedicato soprattutto ai più grandi. Perché? Perché stavolta non ci sono interpretazioni, è un film sulla perdita, sulla mancanza e, forse, sul ritrovamento. La magra consolazione del finale non è altro che lo scherzo della vita, chi rimane deve tassativamente ricordare. Ma basta? Basta il ricordo per elaborare un lutto, o rimangono solo incertezze, rimpianti? Il libro ma soprattutto il film cercano una risposta alle domande che chiunque ha perso qualcuno di caro si pone quasi giornalmente. Ovviamente non ci sono risposte.


Tecnicamente il film è molto ben fatto, due stili di animazione: una digitale, una più cartoon classico. La prima è utilizzata per la storia principale, mentre la seconda per narrare la storia del libro originale. Sconsiglio la visione ai bambini, cioè non vorrei sembrare troppo ardito ma non ci sono canzoni, il film è complessivamente triste e lo svolgimento della trama non porta in effetti ad una vittoria dell’eroe/protagonista. Non è in sostanza kung-fu panda. Esempio calzante dato che stiamo parlando dello stesso regista. Il film comunque scorre in maniera piacevole e perde ritmo solo in una parte del film, sui tre quarti in uno snodo quasi fondamentale del film che tende però ad essere prolisso. Per il resto è un gran bel film, lo consiglio vivamente al popolo intero

VOTO 8/10

venerdì 8 gennaio 2016

UN PAIO DI CURIOSITà!

Oggi volevo mettervi a conoscenza di un paio di curiosità. Magari già sapete tutto, magari non c’è bisogno di questo articolo, ma chi se ne frega io ve lo posto comunque. Ci sono cose che sicuramente ignoriamo tutti, ma soprattutto certe volte prendiamo come assolute delle verità che invece non sono tali. Oggi sfaterò alcune leggende metropolitane nel campo dell’animazione e della cinematografia. Strappando dalla vostra mente alcune credenze popolari. Cominciamo!

La Pantera Rosa

Tutti conosciamo il felino più sessualmente ambiguo della storia dell’animazione ma forse non sapete che in realtà non c’entra nulla o quasi con i cartoni animati. Infatti la Pantera Rosa è un diamante, oggetto del desiderio del famoso ladro conosciuto come “il Giglio” interpretato dal mitico David Niven nel film “la Pantera Rosa” del 1963. Sulle tracce di questo ladro si mette ad indagare l’investigatore strampalato Jacques Clouseau interpretato dal leggendario Peter Sellers. Vi dirò di più, ebbe talmente successo questo improbabile detective che la serie dei film si spostò interamente su di lui e a quel paese il diamantone rosa. Quindi in sostanza il cartone è una derivazione del film, o meglio delle sigle di apertura dei film che erano appunto animate.
Ah, Steve Martin non si è inventato un cazzo per gli ultimi film, ha copiato semplicemente Sellers. E pure male.

I Griffin


Nei primi due episodi della nona stagione della serie animata di Seth MacFarlane la famiglia Griffin viene invitata in una casa misteriosa con la scusa che ci sarebbe stata una festa in onore di Peter. Arrivati, scopriranno l’inganno; tutti i loro amici sono stati invitati con lo stesso stratagemma da questo attore che nei Griffin fa sempre la parte del guastafeste. Da questo momento in poi cominceranno a morire delle persone in maniera inspiegabile. Fatto sta che tutto il plot di queste puntate è preso pari pari da un vecchio film che era “invito a cena con delitto” del 1976 in cui i detective più importanti al mondo venivano invitati in questa casa dalla loro nemesi comune. È un film comico che fa veramente scompisciare. E indovinate un po’? David Niven e Peter Sellers sono ancora della ciurma.

Futurama

Nella puntata 8x01 Calculon l’attore robotico più famoso della serie è in crisi con la propria carriera e si lamenta del fatto che anche quando ha cercato di lanciarsi in qualche progetto più “d’autore” l’hanno sempre criticato. Nonostante infatti sia la star della soap “Tutti i miei circuiti” il robot desidera vincere l’oscar come migliore attore e fino a quel momento ha accumulato solo Golden Globe. Insomma è Leonardo Di Caprio robotico. Tornando al punto, una delle opere intellettuali in cui si è cimentato è un soliloquio a teatro chiamato Al9000 in cui interpretava la parte di un robot con dei grossi disturbi. Sì è quello di 2001: Odissea nello Spazio. Ma se lo sapete, perché me lo chiedete? 

lunedì 4 gennaio 2016

Avengers/JLA: La Storia del Crossover - Parte 4

Inizio Parte 4



Nonostante il plot fosse stato ultimato alla fine del Settembre dell'83, il crossover Avengers/JLA era ben lontano dal vederne la completa realizzazione.

Dopo essersi consultato con Mark Gruenwald e Roger Stern, Jim Shooter applicò le modifiche che ritenne opportuno fare e mandò il tutto alla DC Comics, ufficializzando la trama generale e dando l'ok definitivo per la stesura della sceneggiatura e dei disegni. Ma a quel punto, accadde qualcosa: entrambe le major persero gradualmente interesse verso il crossover e, piano piano, non ne vollero più sapere. Troppa acqua era passata sotto i ponti e, un pò per orgoglio e un pò per testardaggine, nessuna delle due riuscì a resistere dal prendere gli episodi precedenti sul personale, rinchiudendosi quindi nel loro parere e non aprendosi a possibili soluzioni alternative. La DC non rispose e mai e la Marvel mai la cercò, e quindi, tutto cadde in prescrizione e poi nel dimenticatoio. Ci fu poi effettivamente qualche tentativo di mettere il tutto nero su bianco, ma si trasformò presto detto in un nulla di fatto e il contratto di collaborazione stipulato venne reciso.

Marvel e DC tornarono in affari nel 1994 quando decisero di provarci nuovamente, lanciando una nuova linea di crossover che (se avesse avuto successo) sarebbe sfociata in una iniziativa molto più grande. Dopo il convincente successo di Batman and Punisher: Lake of Fire, DC e Marvel tentarono il colpaccio dando vita all'evento DC Versus Marvel: serie di piccoli crossover in cui alcuni eroi scelti delle due case editrici si sarebbero scontranti per vedere quale dei due universi narrativi era il più forte. La Marvel vinse di poco e, alla conclusione della storia, i due universi si sarebbero fusi dando vita all'Universo Amalgam: successiva fase della nuova collaborazione DC/Marvel in cui i loro personaggi si fondevano con altri con caratteristiche simili, dando vita ad un nuovo personaggio che riassemblava entrambe le identità e peculiarità; qualche esempio: Super Soldato (Superman/Capitan America) e Teschio Verde (Teschio Rosso/Lex Luthor).

Contemporaneamente a tutto ciò, la DC restituisce a George Pérez le tavole del crossover incompleto Avengers/JLA, ormai non più di sua proprietà ma del disegnatore, e quindi, autorizzato ufficialmente a farne quello che voleva, anche a vederle privatamente: cosa che effettivamente fa. Pérez le vende a Rob Liefeld, che a sua volta le mette in mostra alla Shelton Drumm's Heroes Convention, le quali vedono la luce del sole per la prima volta. Tavole che adesso, di seguito, vi mostriamo. 























Come si può scoprire dalle tavole, più che un crossover, la storia avrebbe dovuto vedere i due gruppi scontrarsi e prendersi a sincere cinquine grazie a dei viaggi del tempo permessi da Kang Il Conquistatore e Epoch Il Signore Del Tempo. Nella conferenza, il disegnatore rivelò anche (andando a memoria, poiché erano quasi passati dieci anni dagli eventi e non si ricordava proprio tutto tutto) cosa sarebbe successo da pagina 22 a 64. Di seguito, in riassunto degli scontro con sottolineato il nome del vincitore:

Lanterna Verde/Hal Jordan VS Capitan Marvel/Rambeau
(pareggio)

Wonder Woman VS Hercules

Elongated Man VS Bestia

Visione VS Red Tornado

She-Hulk VS Martian Manhunter

Quicksilver VS Flash/Barry Allen

Firestorm VS Iron Man

Atom VS Ant-Man/Scott Lang

Wasp VS Black Canary

Thor VS Superman


Rivelò inoltre che nel crossover il lettore avrebbe scoperto che Galactus era in qualche modo responsabile dell'esplosione di Krytpon e che i due gruppi avrebbero dovuto affrontarlo; ma sul finale il disegnatore ammise di non ricordare molto e rilasciò dettagli più che altro confusi. Vedendo quelle tavole inedite del crossover tanto discusso, ma mai realizzato, e le descrizioni che Pérez allegò alle tavole (le quali raccontavano ad ogni pagina un pezzo della storia originale), l'interesse per Avengers/JLA torna in vita, tant'è che alla fine dell'iniziativa DC Versus Marvel/Universo Amalgam, le due compagnie tornano a parlare del crossover Vendicatori/Justice League. Nel 2002 raggiungono finalmente un accordo in tutta pace e tranquillità, affidando i testi a Kurt Busiek (vero demiurgo della continuità di entrambi i franchise coinvolti) e George Pérez, ormai deciso a completare ciò che aveva iniziato; avrebbe dovuto partecipare anche Mark Waid ai testi, ma non ce la fece per clausole contrattuali con la casa editrice CrossGen, lasciando Busiek come unico sceneggiatore.

Ci sono voluto praticamente vent'anni prima di vedere completato Avengers/JLA, ma alla fine, il sogno è diventato realtà. Ne è valsa la pena?


Cazzo si.